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La gestione delle richieste off-label rappresenta uno degli ambiti più sensibili per la funzione di Medical Information, perché richiede di conciliare l’accesso a informazioni scientifiche accurate con il pieno rispetto del quadro normativo e dei principi di comunicazione non promozionale.

Fornire informazioni su impieghi non autorizzati dalle autorità regolatorie richiede un processo strutturato, documentato e basato sulle evidenze disponibili, con l’obiettivo di rispondere in modo pertinente alla domanda dell’operatore sanitario, senza incoraggiare o promuovere usi non approvati.

Cosa si intende per richiesta off-label

Una richiesta off-label è una richiesta di informazioni relativa all’uso intenzionale di un medicinale per finalità mediche al di fuori dei termini dell’autorizzazione all’immissione in commercio.

Può riguardare, ad esempio, un’indicazione terapeutica non approvata, un dosaggio diverso da quello autorizzato, una durata di trattamento non prevista, una via o modalità di somministrazione differente, oppure l’impiego in una popolazione non inclusa nelle informazioni autorizzate, come pazienti pediatrici, anziani, donne in gravidanza o pazienti con specifiche comorbidità.

In questi casi, l’uso oggetto della domanda non è descritto, o non è pienamente supportato, dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP), che costituisce il riferimento ufficiale per le condizioni autorizzate di impiego del medicinale.

Principi fondamentali nella gestione delle richieste off-label

La gestione delle richieste off-label deve basarsi su principi rigorosi, finalizzati a garantire accuratezza scientifica, tracciabilità, coerenza con le informazioni autorizzate e separazione dalle attività promozionali.

Un requisito essenziale è che la richiesta sia non sollecitata: deve cioè originare spontaneamente da un operatore sanitario o da un altro interlocutore legittimato, senza essere indotta, suggerita o stimolata da attività promozionali o commerciali. Per questo motivo è importante documentare la richiesta originale, il contesto in cui è stata ricevuta e il contenuto specifico della domanda.

La risposta deve inoltre chiarire esplicitamente il contesto off-label, indicando che l’uso oggetto della richiesta non rientra nelle condizioni autorizzate e distinguendo con precisione ciò che è riportato nel RCP da ciò che deriva da altre fonti scientifiche.

Un ulteriore elemento chiave è la responsabilità clinica. La Medical Information non fornisce raccomandazioni terapeutiche individuali né indicazioni di prescrizione, ma mette a disposizione informazioni scientifiche pertinenti e bilanciate. La valutazione del rapporto beneficio-rischio nel singolo paziente e la decisione finale sull’eventuale impiego del medicinale restano di competenza del medico curante.

Le risposte devono essere proporzionate alla domanda ricevuta, prive di enfasi promozionale, supportate da fonti attendibili e, quando necessario, accompagnate da disclaimer che contestualizzino i limiti delle evidenze disponibili e il fatto che l’uso descritto non è autorizzato.

Criticità nella gestione delle richieste off-label

Le richieste off-label presentano diverse criticità che rendono la loro gestione particolarmente complessa.

Una delle principali criticità riguarda la disponibilità e la solidità delle evidenze. Poiché l’uso non rientra nelle condizioni autorizzate, le informazioni non sono generalmente incluse nel RCP e possono derivare da studi clinici preliminari, analisi retrospettive, case report, dati di real world evidence o letteratura scientifica non conclusiva. Questo richiede un’attenta valutazione della qualità metodologica, della numerosità dei dati e della trasferibilità dei risultati alla pratica clinica.

Un secondo aspetto critico è la formulazione della risposta. Anche quando esistono dati scientifici disponibili, la comunicazione deve evitare conclusioni non supportate, confronti impropri, selezione parziale delle evidenze o formulazioni che possano essere interpretate come un invito all’uso off-label.

È inoltre necessario considerare gli obblighi di farmacovigilanza. Se nel corso della richiesta emergono informazioni relative a sospette reazioni avverse, errori terapeutici, uso improprio, sovradosaggio, esposizione in gravidanza o altre situazioni di interesse per la sicurezza, tali informazioni devono essere raccolte e gestite secondo le procedure aziendali e i requisiti applicabili.

Perché possono emergere richieste off-label

Le richieste off-label possono emergere nella pratica clinica per motivi diversi e non implicano, di per sé, un uso inappropriato del medicinale. Possono riflettere bisogni clinici non soddisfatti, contesti terapeutici complessi o aree in cui le evidenze scientifiche evolvono più rapidamente rispetto agli aggiornamenti regolatori.

Esempi ricorrenti includono malattie rare, popolazioni poco rappresentate negli studi registrativi, pazienti con comorbidità rilevanti, assenza di alternative terapeutiche autorizzate o disponibilità di dati preliminari provenienti da studi clinici in corso o dalla letteratura.

In tali situazioni, il ruolo della Medical Information non è orientare la scelta terapeutica, ma consentire un accesso controllato, accurato e documentato alle informazioni disponibili, nel rispetto delle normative e delle procedure interne.

Un processo ben governato aiuta quindi a supportare il dialogo scientifico con gli operatori sanitari, preservando al tempo stesso la distinzione tra informazione medica reattiva e attività promozionale.

Conclusioni

La gestione delle richieste off-label è un’attività ad alto impatto scientifico, regolatorio e di compliance, nella quale la Medical Information svolge un ruolo essenziale come funzione indipendente, reattiva e orientata all’evidenza.

Un approccio corretto richiede che ogni risposta sia pertinente alla domanda ricevuta, accurata, bilanciata, documentata e coerente con il RCP, distinguendo chiaramente tra uso autorizzato e informazioni disponibili su usi non autorizzati.

In questo modo, la Medical Information contribuisce a garantire un accesso appropriato all’informazione scientifica, a tutelare la qualità della comunicazione medico-scientifica e a ridurre i rischi di non conformità, mantenendo sempre separata l’informazione reattiva dalla promozione del medicinale.

Fonti

  1. European Medicines Agency (EMA) – Good Pharmacovigilance Practices (GVP), Module VI: Management and reporting of adverse reactions
  2. European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) – Code of Practice
  3. International Federation of Pharmaceutical Manufacturers & Associations (IFPMA) – Code of Practice
  4. European Medicines Agency (EMA) – Guidance on scientific information exchange and interactions with healthcare professionals
  5. European Commission – Directive 2001/83/EC (as amended) on medicinal products for human use
  6. Medicines for Europe – Guidance for responding to unsolicited requests for off-label information