Una segnalazione di sospetta reazione avversa può arrivare con parole molto diverse: «mal di pancia», «dolore epigastrico», «gastrite», «evento gastrointestinale». Capire come funziona MedDRA significa trasformare questa variabilità linguistica in dati confrontabili, analizzabili e utilizzabili nei processi regolatori di farmacovigilanza.
MedDRA non è un semplice dizionario di termini medici. È una terminologia clinica standardizzata, sviluppata per classificare informazioni relative alla sicurezza di medicinali e, in specifici contesti, di dispositivi medici. La sua corretta applicazione incide sulla qualità dei case report, sull’analisi aggregata dei segnali, sulla redazione di documentazione periodica e sulla coerenza della comunicazione tra funzioni locali, globali e autorità competenti.
Che cos’è MedDRA e perché viene utilizzato
MedDRA, acronimo di Medical Dictionary for Regulatory Activities, è la terminologia internazionale impiegata per codificare dati medici regolatori. Include eventi avversi, reazioni avverse, indicazioni terapeutiche, anamnesi, procedure mediche, risultati di esami diagnostici e altri concetti rilevanti per la sicurezza.
Il suo valore operativo nasce dalla standardizzazione. Le informazioni raccolte da pazienti, medici, letteratura scientifica, programmi di supporto o canali digitali possono essere espresse con terminologie differenti e con un diverso livello di dettaglio. MedDRA consente di rappresentarle attraverso codici e termini controllati, mantenendo il più possibile la fedeltà al dato originario.
Questa standardizzazione permette di confrontare casi provenienti da Paesi, studi clinici, fonti e periodi diversi. Rende inoltre possibile interrogare database di sicurezza in modo strutturato, identificare pattern clinicamente significativi e produrre analisi coerenti per le attività di signal management e reporting regolatorio.
La terminologia è multilingue e viene aggiornata periodicamente. Questo aspetto è essenziale: un processo di codifica affidabile non può prescindere dalla gestione delle versioni e dalla valutazione dell’impatto che gli aggiornamenti possono avere sui dati storici e sulle analisi in corso.
Come funziona MedDRA: la struttura gerarchica
MedDRA è organizzato secondo una gerarchia a cinque livelli. Ogni livello ha una funzione precisa e consente di passare dal dettaglio clinico registrato nel singolo caso a una visione aggregata utile per l’analisi della sicurezza.
Il livello più generale è il System Organ Class, o SOC. Rappresenta una categoria ampia, generalmente basata su sistemi e organi, eziologia o finalità. Esempi sono “Patologie gastrointestinali”, “Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo” e “Patologie del sistema nervoso”.
Sotto il SOC si collocano gli High Level Group Terms, o HLGT, che raggruppano aree cliniche correlate. Seguono gli High Level Terms, o HLT, che raccolgono Preferred Terms affini per caratteristiche anatomiche, patologiche o cliniche. Il Preferred Term, o PT, è il livello normalmente utilizzato per l’analisi e il reporting: rappresenta un singolo concetto medico standardizzato, come “Nausea”, “Cefalea” o “Eruzione cutanea”.
Il livello più specifico è il Lowest Level Term, o LLT. Gli LLT includono sinonimi, varianti lessicali, espressioni colloquiali e formulazioni più o meno specifiche collegate a un PT. In fase di data entry, il coder seleziona di norma l’LLT che riflette meglio il verbatim, ossia l’espressione riportata dalla fonte. Il sistema associa poi tale LLT al PT corrispondente.
Questa architettura evita due errori opposti: perdere il dettaglio della segnalazione originale oppure mantenere dati tanto eterogenei da impedire qualsiasi analisi affidabile.
La multiasialità e il Primary SOC
Un PT può essere collegato a più SOC. Questo meccanismo, chiamato multiasialità, riflette il fatto che alcuni concetti medici possono essere pertinenti a più sistemi d’organo o aree cliniche.
Per assicurare uniformità nelle analisi cumulative, ogni PT ha tuttavia un Primary SOC predefinito. Il Primary SOC determina dove il termine viene conteggiato per impostazione standard nelle analisi aggregate. Gli altri collegamenti restano disponibili per ricerche più ampie o mirate.
La multiasialità richiede attenzione nella costruzione di query e tabelle. Se non viene gestita correttamente, può generare doppie contabilizzazioni o letture non allineate dell’incidenza degli eventi. Non basta quindi estrarre tutti i termini appartenenti a un SOC: occorre conoscere la logica di classificazione adottata e documentare il criterio analitico applicato.
Dalla narrazione clinica al termine codificato
La codifica MedDRA parte sempre dalla qualità dell’informazione disponibile. Un verbatim completo, contestualizzato e clinicamente comprensibile favorisce una selezione appropriata del termine. Al contrario, formulazioni vaghe richiedono prudenza e non autorizzano interpretazioni che la fonte non supporta.
Se un paziente riferisce “forte bruciore allo stomaco dopo l’assunzione”, il coder deve verificare se il concetto documentato corrisponda a un termine come “Pirosi” o se siano presenti elementi che orientino verso una diversa descrizione clinica. Se la segnalazione indica soltanto “problemi di stomaco”, scegliere un termine eccessivamente specifico introdurrebbe un’inferenza non giustificata.
La regola operativa è codificare ciò che viene riportato, non ciò che si presume sia accaduto. Eventuali valutazioni cliniche, richieste di follow-up e chiarimenti alla fonte seguono un percorso distinto, ma complementare, rispetto alla codifica.
Nei casi complessi, una stessa narrazione può contenere più concetti codificabili: sintomi, diagnosi, esiti, risultati di laboratorio e circostanze di esposizione. La scelta dipende dalle procedure aziendali, dalle convenzioni di codifica approvate e dal contesto del caso. Una diagnosi confermata può rendere non necessario codificare singolarmente tutti i segni e sintomi che ne costituiscono il quadro clinico, salvo che siano rilevanti in modo autonomo. È un’area in cui il giudizio medico e la governance procedurale fanno la differenza.
La codifica non è una traduzione letterale
In organizzazioni internazionali, MedDRA viene spesso percepito come un ponte tra lingue diverse. Lo è, ma ridurlo a una traduzione è fuorviante. Il coder deve comprendere il concetto clinico, verificare il significato del verbatim e selezionare il termine che lo rappresenta in modo accurato secondo le convenzioni applicabili.
La traduzione specialistica della segnalazione, quando necessaria, deve essere tracciabile e coerente con la documentazione fonte. Un errore linguistico può propagarsi nella codifica, nelle narrative, nei listing e nelle analisi aggregate. Per questo la collaborazione tra farmacovigilanza, medical writing, medical information e traduzione scientifica è particolarmente utile quando i flussi di dati coinvolgono più mercati e più canali di raccolta.
Qualità, versioning e coerenza operativa
MedDRA viene rilasciato in nuove versioni a cadenza regolare. Ogni aggiornamento può introdurre nuovi termini, modificare collegamenti gerarchici o aggiornare formulazioni esistenti. Le aziende devono quindi definire con chiarezza quale versione utilizzare nei diversi sistemi e processi, dalla gestione dei singoli case report fino alla preparazione dei report periodici.
Il versioning non è un dettaglio informatico. Usare versioni differenti senza un piano di transizione può compromettere la confrontabilità delle analisi longitudinali. Un PT introdotto di recente, per esempio, potrebbe non essere disponibile nei dati precedenti e richiedere una valutazione di ricodifica o una strategia documentata per interpretare il trend.
Un sistema qualità efficace prevede procedure operative aggiornate, formazione iniziale e periodica dei coder, controlli di qualità basati sul rischio e gestione delle decisioni di codifica ricorrenti. Le convenzioni interne sono fondamentali quando MedDRA offre più opzioni plausibili: trasformano decisioni potenzialmente soggettive in criteri ripetibili e verificabili.
I controlli possono concentrarsi sui casi gravi, sui termini ad alto impatto regolatorio, sulle codifiche inattese, sulle discrepanze tra verbatim e PT e sulle aree terapeutiche complesse. Non esiste una frequenza universalmente corretta: dipende dal volume dei casi, dalla maturità del team, dalla tipologia di prodotto, dall’architettura dei sistemi e dai risultati dei controlli precedenti.
MedDRA nelle analisi di sicurezza
Una codifica accurata sostiene attività che vanno ben oltre l’inserimento del dato nel database. I PT e le gerarchie MedDRA alimentano line listing, tabelle cumulative, analisi per SOC, valutazioni di disproporzionalità, ricerche di segnali e sezioni di documenti come PSUR, PBRER, DSUR e RMP.
Per alcune finalità analitiche si utilizzano Standardised MedDRA Queries, o SMQ. Si tratta di raggruppamenti predefiniti di termini correlati a condizioni o sindromi di particolare interesse. Le SMQ possono facilitare l’identificazione di casi potenzialmente rilevanti, ma non sostituiscono la revisione clinica. Una ricerca ampia può aumentare la sensibilità e includere casi poco specifici; una ricerca ristretta migliora la specificità ma rischia di escludere informazioni utili. La scelta dipende dalla domanda di sicurezza e deve essere giustificata.
Anche le Customised MedDRA Queries possono essere appropriate, purché siano costruite, validate e documentate con rigore. In entrambi i casi, la qualità dell’output dipende dalla qualità della codifica iniziale e dalla corretta comprensione della gerarchia.
Un presidio che protegge il dato e la decisione
La corretta applicazione di MedDRA richiede competenza terminologica, attenzione clinica, conoscenza delle procedure e capacità di lavorare su dati tracciabili. Non è un’attività meramente amministrativa: ogni scelta di codifica può influenzare il modo in cui un evento viene ricercato, aggregato e valutato nel tempo.
Per team sottodimensionati, portfolio in espansione o processi che coinvolgono più mercati, un supporto specialistico può garantire continuità senza ridurre il controllo interno. Eureka InfoMed affianca le funzioni di farmacovigilanza con un approccio strutturato, integrando competenze scientifiche, documentali e regolatorie.
La chiarezza nella codifica non elimina la complessità clinica, ma la rende governabile. Ed è proprio da dati leggibili, coerenti e verificabili che può partire una decisione di sicurezza solida.
Fonti
- International Council for Harmonisation (ICH). Medical Dictionary for Regulatory Activities (MedDRA).
- MedDRA Maintenance and Support Services Organization (MSSO). MedDRA Introductory Guide.
- MedDRA Maintenance and Support Services Organization (MSSO). MedDRA Term Selection: Points to Consider.
- European Medicines Agency (EMA). Good Pharmacovigilance Practices (GVP), Module VI – Collection, Management and Submission of Reports of Suspected Adverse Reactions to Medicinal Products.
