Un reclamo su un dispositivo medico può arrivare attraverso il customer care, un agente, un distributore, un operatore sanitario o un canale digitale. La gestione dei reclami sui dispositivi medici non consiste nel solo rispondere al segnalante: è un processo qualità che deve trasformare un’informazione spesso incompleta in una valutazione documentata, verificabile e proporzionata al rischio per pazienti e utilizzatori.
Per fabbricanti, importatori e organizzazioni che operano lungo la filiera medtech, il punto critico è mantenere insieme tempestività, correttezza scientifica e coerenza regolatoria. Una risposta rapida ma non validata può generare informazioni fuorvianti. Una valutazione accurata ma tardiva può invece ritardare l’identificazione di un potenziale problema di sicurezza o di conformità. La chiarezza del processo è quindi una misura concreta di sicurezza.
Gestione dei reclami sui dispositivi medici: definire il perimetro
Un reclamo è qualsiasi comunicazione, scritta o verbale, che esprima insoddisfazione riguardo identità, qualità, durata, affidabilità, usabilità, sicurezza o prestazioni di un dispositivo immesso sul mercato. La segnalazione non deve necessariamente essere formulata con linguaggio tecnico: una difficoltà di utilizzo riferita da un infermiere, un malfunzionamento riportato da un distributore o un commento ricevuto dal servizio di informazione medica possono rientrare nel perimetro.
Non ogni reclamo costituisce un incidente e non ogni incidente è automaticamente grave. Tuttavia, ogni comunicazione potenzialmente correlata a sicurezza o performance richiede una raccolta controllata e una valutazione iniziale. Questo consente di distinguere le richieste commerciali o logistiche dalle non conformità di prodotto, dagli eventi che possono attivare obblighi di vigilanza e dai segnali che meritano analisi di tendenza.
Il quadro normativo europeo, incluso il Regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici, richiede ai fabbricanti di disporre di un sistema di sorveglianza post-commercializzazione proporzionato alla classe di rischio e adeguato alla tipologia di dispositivo. In tale sistema, i reclami rappresentano una fonte essenziale di dati. La norma ISO 13485 rafforza questa prospettiva, richiedendo procedure documentate per il feedback e per la gestione dei reclami, con particolare attenzione all’investigazione, alle responsabilità e alla conservazione delle registrazioni.
La procedura interna deve quindi chiarire cosa viene classificato come reclamo, quali informazioni minime acquisire, chi esegue il triage, quando coinvolgere Quality Assurance, Regulatory Affairs, Medical Affairs o vigilanza, e quali tempistiche applicare. Un perimetro ambiguo espone al rischio di sottostimare dati rilevanti oppure di sovraccaricare il sistema con attività non necessarie.
Dal contatto alla chiusura: un flusso governato
Il processo funziona quando ogni passaggio lascia una traccia e quando le funzioni coinvolte lavorano su dati coerenti. Non è sufficiente disporre di un database: servono criteri di classificazione, ruoli formalizzati, istruzioni operative aggiornate e formazione per chi riceve le segnalazioni.
Ricezione e registrazione controllata
Alla ricezione, il reclamo deve essere registrato con un identificativo univoco e con la data di acquisizione. Occorre conservare il testo o la descrizione originale della segnalazione, il canale di provenienza e i dati del segnalante nel rispetto delle regole applicabili alla protezione dei dati personali.
Le informazioni iniziali dovrebbero permettere almeno di identificare il dispositivo, il lotto o il numero di serie quando disponibile, il contesto d’uso, la data dell’evento, il Paese coinvolto e l’eventuale esito clinico. Nei fatti, molti reclami arrivano incompleti. Per questo, il modulo o lo script di raccolta deve guidare l’operatore con domande mirate, senza suggerire interpretazioni o attribuire causalità prima della valutazione tecnica.
Triage e valutazione preliminare
Il triage serve a stabilire priorità e percorso. Un’anomalia di etichettatura, un difetto estetico, un problema di confezionamento o un sospetto malfunzionamento richiedono approfondimenti diversi. La prima valutazione deve inoltre intercettare indicatori quali morte, grave peggioramento dello stato di salute, necessità di intervento clinico, uso improprio prevedibile, presenza di un prodotto contraffatto o possibile contaminazione.
In questa fase è essenziale separare i fatti riferiti dal segnalante dalle valutazioni dell’azienda. La documentazione dovrebbe indicare con chiarezza quali dati sono confermati, quali sono mancanti e quali azioni di follow-up sono state avviate. Se il dispositivo è disponibile, devono essere definite le modalità di restituzione, catena di custodia e analisi, soprattutto quando l’esame del campione può contribuire all’investigazione.
Investigazione e valutazione tecnica
L’investigazione non può ridursi alla verifica del singolo pezzo, se il caso suggerisce un problema più ampio. A seconda della natura del reclamo, possono essere esaminati batch record, controlli in processo, deviazioni, reclami analoghi, dati di assistenza tecnica, fornitori, modifiche progettuali, trend di distribuzione e letteratura pertinente.
La domanda non è solo “il dispositivo era difettoso?”, ma anche “esiste una relazione plausibile tra dispositivo, istruzioni d’uso, formazione dell’utilizzatore, contesto operativo ed evento riportato?”. In alcuni casi, un problema di usabilità può evidenziare la necessità di riesaminare etichettatura, istruzioni per l’uso o materiali formativi. In altri, l’evidenza disponibile non consente di confermare un nesso causale. Anche questa conclusione deve essere motivata e sostenuta dai dati raccolti.
Decisione, risposta e chiusura
La chiusura richiede una decisione documentata su classificazione, causa o causa più probabile, impatto potenziale, necessità di azioni correttive e preventive, obblighi di vigilanza e comunicazione al segnalante. La risposta esterna deve essere accurata, comprensibile e coerente con quanto effettivamente accertato. Non deve anticipare conclusioni non validate né contenere affermazioni promozionali improprie.
Un reclamo può essere chiuso quando l’investigazione è completa, le azioni necessarie sono state definite e la documentazione è approvata secondo il sistema qualità. Se è aperta una CAPA, il reclamo non deve restare indefinitamente sospeso: il record può essere chiuso con un riferimento tracciabile alla CAPA, mantenendo il collegamento tra la segnalazione, l’analisi delle cause e la verifica di efficacia.
Quando il reclamo entra nel sistema di vigilanza
La valutazione della segnalabilità è uno dei punti a maggiore impatto regolatorio. Un reclamo può evolvere in incidente e richiedere una valutazione ai fini della reportistica alle autorità competenti. La decisione dipende dalla tipologia di evento, dalla gravità dell’esito, dal ruolo del dispositivo, dalla probabilità di ricorrenza e dalle disposizioni applicabili nei mercati interessati.
Il processo deve prevedere un’escalation tempestiva verso le funzioni di vigilanza e Regulatory Affairs. Il ritardo spesso non deriva dall’assenza di competenze, ma da un passaggio informativo poco definito tra chi riceve la segnalazione e chi è responsabile della valutazione regolatoria. Un canale di escalation chiaro, con criteri di urgenza condivisi, riduce questo rischio.
Va considerato anche il rapporto con la sorveglianza post-commercializzazione. Reclami individualmente non gravi possono assumere rilevanza quando mostrano una tendenza: aumento di frequenza, concentrazione su una linea produttiva, ricorrenza in uno specifico ambiente d’uso o associazione con un determinato profilo di utilizzatore. L’analisi periodica dei dati consente di individuare segnali prima che diventino criticità diffuse.
Competenze integrate, dati affidabili
La qualità della gestione dipende dalla capacità di collegare funzioni che spesso lavorano in modo separato. Customer service e distributori devono sapere riconoscere e trasferire una segnalazione. Quality Assurance deve presidiare procedura, documentazione e CAPA. I team tecnici devono condurre l’analisi del prodotto. Regulatory Affairs e vigilanza devono valutare gli obblighi applicabili. Medical Affairs e medical writing possono contribuire quando è necessario interpretare il contesto clinico, verificare fonti bibliografiche o preparare comunicazioni scientificamente corrette.
L’outsourcing può essere utile quando i volumi sono variabili, i mercati sono molteplici o il team interno necessita di un presidio specialistico aggiuntivo. Il vantaggio non sta nel semplice trasferimento di attività, ma nella definizione di un modello operativo condiviso: procedure, matrice di escalation, formazione, metriche di servizio, controllo documentale e revisioni periodiche dei casi. Un partner esterno deve operare come estensione qualificata dell’organizzazione, con confini di responsabilità espliciti e accesso governato alle informazioni.
Eureka InfoMed supporta le aziende life science nelle attività che richiedono rigore scientifico, tracciabilità e continuità operativa, integrando competenze di qualità, informazione medica, ricerca bibliografica e supporto regolatorio. Questa integrazione è particolarmente utile quando un reclamo richiede una risposta che sia, allo stesso tempo, tecnicamente fondata e correttamente inserita nel sistema qualità.
La procedura migliore non è necessariamente la più complessa: è quella che permette a ogni segnalazione di arrivare alla persona giusta, con dati sufficienti e nei tempi richiesti. Quando il processo rende visibili responsabilità, evidenze e decisioni, la gestione del reclamo smette di essere un adempimento reattivo e diventa una fonte concreta di apprendimento per il prodotto e per la sicurezza di chi lo utilizza.
Fonti
- European Parliament and Council of the European Union. Regulation (EU) 2017/745 on Medical Devices (MDR).
- International Organization for Standardization (ISO). ISO 13485:2016 Medical Devices – Quality Management Systems – Requirements for Regulatory Purposes.
- European Commission Medical Device Coordination Group (MDCG). MDCG 2023-3 Questions and Answers on Vigilance Terms and Concepts as outlined in the Regulation (EU) 2017/745 on Medical Devices.
- International Organization for Standardization (ISO). ISO 14971:2019 Medical Devices – Application of Risk Management to Medical Devices.
- European Commission Medical Device Coordination Group (MDCG). MDCG 2022-21 Guidance on Periodic Safety Update Report (PSUR) according to Regulation (EU) 2017/745.
- European Commission. Medical Devices Coordination Group Guidance on Post-Market Surveillance under Regulation (EU) 2017/745.
